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TESORI E MEMORIE   

Il riordino e la valorizzazione dell’Archivio del Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni  

L’attenzione verso la figura di Ferruccio Busoni prese le mosse nell’immediato secondo dopoguerra per volontà di un singolo cittadino empolese, Furio Sordi, che, appassionato di musica e conoscitore di alcune composizioni dell’illustre compositore suo concittadino, propose all’Amministrazione Comunale una serie di iniziative per celebrarne il venticinquesimo anniversario dalla scomparsa. 

 

Se è vero ed è ormai noto che tutto iniziò nel segno dell’esecuzione di musica classica dal vivo, è altrettanto vero che fin da subito nel pensiero di Sordi si era fatta strada anche un’altra idea. La corrispondenza del novembre 1949 conservata al Centro Busoni lo testimonia. Alla lettera inviata al Segretario comunale da un avventore sconfortato, benché prontamente consolato dal “giornalaio che vi abitava”, per lo stato d’abbandono della “casa di nascita del Maestro Ferruccio Busoni”, Furio Sordi rispose che uno degli obiettivi principali sarebbe stato proprio il restauro della casa natale “e la sua destinazione a Museo Nazionale”. Fatti che poi riuscirono con l’acquisto dell’immobile di Piazza della Vittoria da parte del Comune di Empoli e con l’inaugurazione del Museo nel 1961 alla presenza del Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi durante il Secondo Festival Internazionale “F. Busoni”. 

 

Ciò che iniziò dal singolo Furio Sordi si è evoluto nel tempo: nel 1952 nasce la “Società Amici della Musica Ferruccio Busoni” composta dai consiglieri Ettore Ninci, Tito Guainai, Mario Bini e lo stesso Sordi e con Lelio Landi Presidente. La denominazione “Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni” e la costituzione in associazione autonoma arriveranno più avanti, l’una nel 1976, l’altra nel 1986, ma, al di là dei passaggi e dei cambiamenti formali e nominativi, si è sempre mantenuta fin dalle origini la doppia finalità performativa-musicale e collezionistica-museale. 

Quest’ultima è andata arricchendosi grazie all’azione dell’Amministrazione, dei Presidenti e dei Direttori artistici che hanno acquistato nel tempo reperti di notevole interesse, ma anche grazie ai Fondi donati da soggetti privati che hanno scelto il nostro ente per custodire e valorizzare opere e memorie dall’alto valore storico e musicologico.  

 

Dal 2021 si è reso necessario avviare un lavoro di riordino proprio di queste donazioni. In passato, infatti, alcune erano già state oggetto di riorganizzazione e catalogazione, ma si è sempre trattato di un’azione parziale, per lo più circoscritta al materiale che in quel momento interessava maggiormente per ragioni di studio e di ricerca. Il recente lavoro, invece, mira al riordino, alla catalogazione e alla digitalizzazione completa della collezione. 

Il primo corpus documentale che è stato oggetto di queste azioni è stato il Fondo Anzoletti. Donato il 20 ottobre 2007 al Centro Busoni da Antonio Luca Anzoletti (1921 – 2016), figlio dell’ingegnere bergamasco Emilio Vittore Anzoletti (1874 – 1951), al suo interno conta 442 pezzi di vario genere fra missive originali, manoscritti, dattiloscritti, rassegna stampa, programmi di sala, libretti, spartiti, libri a stampa, disegni e fotografie.  

 

Emilio Anzoletti fu legato a Ferruccio Busoni da un profondo sentimento di amicizia nato a Berlino sul finire dell’Ottocento durante gli studi universitari. Dalla primavera del 1898 Emilio e Ferruccio diventarono corrispondenti. L’ultima delle 50 missive che il musicista inviò all’amico è datata 23 marzo 1924: la loro corrispondenza si chiude con la risposta di Emilio del successivo 23 maggio che rimase, purtroppo, senza replica a causa dell’aggravarsi delle condizioni di salute di Busoni, venuto a mancare solo due mesi dopo. L’affetto profondo che Emilio Anzoletti provò verso il compositore empolese non si esaurì però con la sua morte: in suo onore e ricordo diede il nome di Ferruccio al terzogenito nato nel 1924, quando l’amico era da poco scomparso, e continuò a raccogliere e conservare materiale biografico e critico che lo riguardasse. L’ingegnere bergamasco strinse un sincero ed affettuoso rapporto d’amicizia anche con la moglie di Busoni, Gerda Sjöstrand, che restò sua corrispondente per tutta la vita: 170 sono le sue missive originali, fra lettere e cartoline illustrate, conservate oggi nel Fondo Anzoletti. 

 

Se è vero che gran parte della documentazione presente in questo Fondo si deve al rapporto diretto fra Emilio e Ferruccio, si può affermare che esso, nel suo insieme, sia il risultato dell’amore e dell’attenzione che l’intera famiglia degli Anzoletti ha riservato al compositore empolese nel corso del tempo. Una parte di queste memorie, infatti, si deve al rapporto diretto di Ferruccio Busoni con il fratello maggiore di Emilio, il medico Augusto Angelo Anzoletti (1872 – 1970). Il materiale a stampa di recente pubblicazione sul compositore empolese, invece, si deve ad Antonio Luca Anzoletti che ha proceduto nel segno di suo padre Emilio.  

 

Attualmente il lavoro di riordino e catalogazione prosegue con il Fondo Felice Boghen. Nato a Venezia nel 1869, Felice Boghen fu, oltre che corrispondente di Busoni, un musicista, compositore, direttore d’orchestra ed insegnante di riconosciuta centralità nella vita musicale e culturale fiorentina e nazionale fino al 1945, anno della sua morte. Acquisito nel 1993, il suo Fondo è stato ordinato e catalogato nel 1996 da Eleonora Negri in occasione della sua tesi di laurea in Storia della musica dal titolo La biblioteca di Felice Boghen presso il Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni di Empoli: riflessi e testimonianze di una vita per la musica. Nel 1999 si è aggiunta un’ulteriore donazione da parte della figlia di Boghen, Maria Ernesta: altri documenti riguardanti il padre e, soprattutto, l’attività di pianista e insegnante della madre, Augusta Del Perugia, hanno così arricchito la collezione del Centro. Inoltre, nel 2021, sono state ritrovate negli armadi del Museo altre carte appartenenti alla iniziale donazione degli anni Novanta. Si tratta per lo più di materiale iconografico ma anche di una cospicua e preziosa collezione di autografi e di alcune lettere inviate a Boghen fra il 1915 ed il 1918 dai compagni d’armi ancora al fronte. Si stima, quindi, che con la catalogazione in corso, questo corpus documentale supererà di gran lunga le 5000 unità.  

 

Gli armadi del Museo hanno poi rivelato altre sorprese con il ritrovamento e la ricostituzione di due Fondi di cui si era persa la memoria: il Fondo Alfonso Dami ed il Fondo Gaetano Fabiani.  

Il musicista Alfonso Dami, nato a Empoli nel 1842, iniziò una rapida carriera come maestro concertatore in Italia, Austria, Francia, Russia e Gran Bretagna. Si stabilì a Ginevra, città in cui ricoprì il ruolo di docente di canto presso il Conservatorio e dove morì nel 1927. Nel suo Fondo si trovano spartiti editi e manoscritti ascrivibili ai suoi primi anni d’insegnamento. Questi spartiti erano destinati ai suoi allievi, come si evince dai nomi sopra segnati, fra i quali si ripete in particolare quello dell’empolese Armando Montepagani.  

 

Gaetano Fabiani, nato a Empoli nel 1841, fu direttore della banda cittadina e organizzatore delle bande musicali nei paesi limitrofi, autore di musica religiosa, sinfonie per grande orchestra, operette e, soprattutto, pezzi per bande con i quali riportò i maggiori successi. Si dedicò anche all’insegnamento ed ebbe fra i suoi allievi Giuseppe Cecchi ed il violinista Fanfulla Lari. Conobbe anche il piccolo Ferruccio Busoni in cui individuò fin da subito l’innato talento. Il suo Fondo presenta un prezioso e ricco gruppo di spartiti musicali, quasi tutti manoscritti.  

 

È del 2019 l’ultima donazione: si tratta del Fondo Walter Boccaccini. Nato a Firenze nel 1927, Walter Boccaccini fu impiegato dal 1946 nel Teatro Comunale fiorentino, nel 1955 assunse il ruolo di Direttore di palcoscenico e aiuto regista diventando regista d’opera. Avanzò professionalmente ricoprendo i ruoli di Capo servizio affari generali e personale, Segretario del consiglio di amministrazione e, dal 1976 al 1991, anno della sua morte, Segretario generale del Teatro Comunale di Firenze. Il suo Fondo, frutto del lavoro di una vita, presenta missive, fotografie, libri a stampa, programmi di sala originali, locandine, manifesti, rassegna stampa, cartelle d’allestimento scenico, quaderni di regia e preziosi bozzetti e figurini circa le rappresentazioni nei teatri toscani e, soprattutto, circa le memorabili messinscene degli anni d’oro del Teatro Comunale di Firenze divenute indispensabili oggi per lo studio del teatro d’opera. Approssimativamente è lecito pensare che questo Fondo sia pari, per quantità, a quello di Felice Boghen che, ad oggi, è la donazione più cospicua arrivata al Centro Busoni.  

 

L’obiettivo del necessario lavoro di riordino, catalogazione e digitalizzazione è sempre stato, oltre alla formazione di uno strumento indispensabile ai fini conservativi, poter rendere visibili e consultabili le nostre memorie al di fuori delle mura della casa natale di Ferruccio Busoni. Oggi questo è possibile grazie al nuovo sito internet realizzato da 8 e 21 Web Agency in occasione del centenario della morte del compositore empolese. Una sezione apposita, infatti, permette di consultare agilmente le schede di catalogo che, grazie al continuo aggiornamento, aumenteranno nel tempo. Di ogni oggetto inserito si ritrovano le informazioni indispensabili e, quando previsto, anche le fotografie: una finestra sull’interno, invece che sul mondo, per dare modo ai musicologi, agli studiosi, ai musicisti, agli appassionati, insomma a tutti, di fare ricerca o semplicemente di curiosare “dietro le quinte” del Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni. 

 

Benedetta Zanieri
Archivio e Casa Natale del Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni 

MASTERCLASS DI ALTO PERFEZIONAMENTO IN ORGANO – con Daniel Roth

MASTERCLASS DI ALTO PERFEZIONAMENTO IN ORGANO

Letteratura per organo in Francia tra il XIX e il XX secolo: autori,

repertori, registrazioni e ricerca di elementi per l’improvvisazione.

Giovedì 3, venerdì 4 e sabato 5 novembre a Empoli, presso la Collegiata di Sant’Andrea, sul grande strumento magistralmente restaurato dalla ditta Chichi, si terranno tre giorni di masterclass con una vera e propria leggenda vivente dell’organo, il Maestro Daniel Roth, titolare presso la chiesa di Saint-Sulpice di Parigi.

Domenica 6 novembre il Maestro terrà un recital di organo nella rassegna di musica sacra “Concerti di Sant’Andrea”.

Scadenza iscrizioni: 20 ottobre 2022

Modulistica:

Modulo iscrizione

Informazioni organo Collegiata di Empoli

Masterclass di direzione d’orchestra con duo pianistico

Masterclass di direzione d’orchestra con duo pianistico

Docente: Ennio Nicotra

Empoli, 26-30 aprile 2022

Il Centro studi musicali “Ferruccio Busoni” di Empoli pubblica il presente bando di partecipazione alla Masterclass di direzione d’orchestra con duo pianistico, tenuta dal Maestro Ennio Nicotra presso la Sala-Teatro “Il Momento”, situata in piazzetta Propositura 3, 50053 Empoli (FI), da martedì 26 aprile a sabato 30 aprile 2022 (cinque giorni).

Il numero massimo di studenti attivi ammesso è di dieci, che saranno individuati in base al curriculum e all’ordine d’arrivo delle domande. È altresì prevista la partecipazione di venti allievi uditori, che potranno seguire l’intero corso, oppure dei giorni specifici a loro scelta.

Il corso è rivolto sia agli studenti avanzati di direzione d’orchestra, sia ai principianti, desiderosi di avvicinarsi a questa disciplina.

Qui sotto troverete i documenti informativi da scaricare:

-Documento informativo sulla Masterclass di direzione d’orchestra con duo pianistico IT

– Information form of the orchestral conducting masterclass with piano duo – ENG

– Modulo d’iscrizione IT – Application form – ENG

(Per scaricare cliccare sull’icona con la freccia in alto a destra)

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Centro Studi Musicali Ferruccio Busoni
Piazza della Vittoria 16
50053 Empoli (Firenze)
tel. 0571 711122 / cel. 373/7899915
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